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MEDITARE...MA CON QUALE MEDITAZIONE? Di Goffredo Bordese





Fin dalla notte dei tempi, l'essere umano ha cercato modi, tecniche, magie e droghe per imparare a spegnere il cervello, per far tacere questo ruminio continuo che ci assilla, che ci insulta, che ci ricorda i nostri fallimenti, le nostre ferite e i se avessi....della nostra vita.

Allo stesso tempo, l'uomo ha un ego infinito, che lo fa ammalare e lo fa sentire indispensabile, così come lo spinge a cercare di lasciare la propria impronta definitiva in una vita provvisoria. Per questo motivo secondo me, ciclicamente, da migliaia di anni, salta fuori qualcuno o qualche filosofia, che ci dice come sia giusto meditare, registrando il copyright della propria meditazione nella memoria collettiva. Così, ci troviamo decine di meditazioni, di tecniche di rilassamento...tutte molto simili, che hanno lo stesso scopo, ma che si differenziano per dettagli che attirano la nostra attenzione facendoci dimenticare il perchè della meditazione; ossia, imparare il silenzio e l'ascolto di sè.

E allora in migliaia di anni abbiamo sfornato mille tecniche, mille pratiche, alcune concrete, altre molto più esoteriche.

La meditazione per come la intendo io, è spostare l'attenzione al nostro interno attraverso una linea di continuità tra sensazioni interne e sensazioni esterne, il tutto ascoltando le contrazioni del corpo e imparando a non colludere con la paura, ossia, STARE MALE IN UN CORPO MOLLE.

Le meditazioni sono tante, e ogni filosofia e religione ha la propria. Ma facciamo finta di fare un salto indietro nel tempo, a un periodo dove non c'era il linguaggio come lo conosciamo noi e quindi non si aveva la possibilità di dare nome e definizioni. Come facevano quegli ominidi non più tanto animali ma non ancora quel qualcosa che chiamiamo uomini?

Ascoltavano, respiravano, entravano in contatto con la natura, stavano in silenzio, restavano in sintonia con sè stessi, esattamente come il mio cane quando è rilassato o quando lentamente esplora il territorio che ancora non conosce.

Meditazione è ascolto, è silenzio, è respiro ampio, è corpo molle, è lasciare andare, è accettare sentimenti dolorosi, vivendoli per quello che sono, senza definire se sono belli o brutti; sono sentimenti, utili per il loro scopo. Punto.

E allora...vuoi imparare a meditare? Ascoltati, fai spazio a ciò che provi, che senti, cerca di non scappare da te, resta in un corpo molle. Sarai più "bravo" e coerente di qualunque finto guru che troverai in giro.





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