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CHI SIAMO

Il progetto MEDITARMONIA nasce dall'incontro tra Goffredo Bordese, psicologo e psicoterapeuta e Francesco Scarponi, fisioterapista ed esperto nell'uso del suono  e delle campane tibetane.

Meditarmonia  desidera aiutare le persone a "sentire" il proprio corpo, come respira, come e dove somatizza, a riconoscere la propria storia emotiva, come si sono create le difese fisiche ed emotive che ci proteggono e imprigionano.

Vuole andare oltre  i limiti del solo lavoro su di sè attraverso il solo uso della  parola, tipico della psicoterapia e della cura del sintomo  manifestato dal corpo della fisioterapia. 

La divisione Mente-Corpo, non esiste in natura, è una mera semplificazione dell'essere umano, semplificazione che spesso aiuta a "capire" il proprio malessere, ma che non aiuta a risolverlo. 

MEDITARMONIA attraverso un approccio semplice e già presente in noi,  basato sull'ascolto di sé e sulla consapevolezza corporea ed emotiva, desidera dare strumenti concreti per imparare a stare bene, rompendo lo schema di delega della cura di sé che spesso avviene in terapia. 

Per star bene dobbiamo prenderci la responsabilità di noi stessi, della nostra storia affettiva, emotiva e fisica, imparando che il corpo non desidera altro che stare bene. Dobbiamo solo dargli il modo di fare ciò per il quale è già progettato. 

I seminari e i momenti di crescita personale proposti da Meditarmonia, si basano su meditazioni guidate con l'uso di campane tibetane e altri strumenti musicali  atti  ad aiutare le persone a sintonizzarsi con le parti più profonde di  sé, al fine di imparare a riconoscere i segnali e le difese del nostro corpo. 

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Goffredo Bordese  e Francesco Scarponi 

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FRANCESCO SCARPONI

Voglio citare uno dei miei insegnanti degli ultimi anni, che è stato per me tra i più rilevanti : io sono un uomo che aspira a essere libero e faccio la mia professione, cioè il fisioterapista. Quando iniziai più di vent’anni fa ero animato dalle migliori intenzioni, ma il mio approccio era caratterizzato da una volontà di incidere nettamente sul malessere degli altri, quasi a voler imporre il mio modo di intendere il recupero motorio. Col passare degli anni invece mi sono reso conto che sarebbe stato più utile e rispettoso avvicinarmi alle persone e ai loro problemi fisici in punta di piedi, e considerare non solo la loro sfera prettamente fisica, ma anche quella più intima ed emotiva. Così ho approfondito alcune tecniche che mi hanno permesso di poter essere da sostegno al percorso di recupero di ognuno, mantenendo però un ruolo di facilitatore di capacità che sono intrinseche in ognuno di noi : quelle che animano la spinta alla vita e al benessere. Spesso infatti mostrare una possibilità, indicare una strada verso un obiettivo che sia concreto, vicino e raggiungibile fa già la differenza. Ecco che allora mi avvicino e resto affascinato dalla Terapia Craniosacrale secondo la metodologia codificata dal dott. Upledger, formandomi all’accademia di Trieste; approfondisco e utilizzo ormai abitualmente la decodifica dei sintomi secondo il ragionamento suggerito dalle 5 Leggi Biologiche e dalla Medicina Biologica; utilizzo il suono magico e avvolgente delle campane tibetane durante i miei trattamenti. La presa di coscienza che ha caratterizzato la mia attività degli ultimi anni e la naturale partecipazione alla nascita del progetto MeditArmonia sono l’essenza di ciò che amo e che realizza il mio ideale di supporto alle persone: mantenere un canale aperto con chi decide di intraprendere un percorso di recupero, che inevitabilmente non può che essere sia fisico che mentale/emotivo. Sono fermamente convinto infatti che mente e corpo siano le due facce di una stessa medaglia e una metodica che escluda l’una o l’altra parte sia quantomeno incompleta. Penso che quella che sento essere una grande rappresentazione dell’anima di MeditArmonia sia riassunta in una frase del grande Maestro Paramahansa Yogananda:

“ Poichè l’uomo stesso è l’espressione della parola creativa, il suono ha su di lui un effetto potente ed immediato. Tutte le grandi composizioni d’oriente e d’occidente trasmettono gioia, causando un temporaneo risveglio vibratorio d’uno degli occulti centri spinali dell’uomo: in questi beati istinti ritorna una vaga memoria della sua origine divina”.

Buona vita a tutti e buon ascolto delle parole che incontreranno i suoni………

 

Francesco Scarponi

GOFFREDO BORDESE

Sono psicologo psicoterapeuta da circa 20 anni. Da sempre sono affascinato dall'essere umano nella sua interezza, dalle sue parti consce, da quelle inconsce, dai suoi potenziali, dai suoi limiti, dalle sue paure e dalle sue virtù.

Siamo la somma della nostra storia, dei nostri eventi, dei nostri affetti, delle nostre paure e delle nostre convinzioni. Vittime del nostro ego, spesso ci nascondiamo dietro veli che ci rassicurano ma che ci intrappolano facendo intravedere chi e cosa siamo davvero. 

In tanti anni di professione, sono arrivato ad una conclusione, tanto semplice quanto difficile da scardinare. La parola ha un limite. Cerca di definire l'indefinibile. Serva della ragione, con la parola cerchiamo di descrivere il nostro malessere e i nostri vissuti, illudendoci che una volta trovata la causa di ciò che ci fa soffrire, tutto sarà sistemato. Ma invece, ogni volta che troviamo il perché, il nostro male persiste, le nostre scelte razionali vengono demolite dalle nostre azioni irrazionali.

Da qui un solo desiderio; andare alla radice di tutto. Scardinare le nostre memorie emotive, le risposte a ciò che abbiamo vissuto e che è diventato automatismo inconsapevole delle nostre azioni. 

La meditazione, il rilassamento profondo, sono a mio avviso strumenti meravigliosi e potentissimi, capaci di metterci davanti alle nostre verità più scomode e insegnandoci che per star bene dobbiamo trovare il coraggio di provare a stare un po' male, di fidarci di noi, del significato delle nostre tensioni interne, che nulla vogliono se non liberarsi e liberarci. 

Con Meditarmonia tutto questo diventa possibile e paradossalmente facile, perché il nostro corpo (che contiene la nostra mente) è   già progettato per star bene. Basta creare le condizioni per far si che lui possa sistemare tutto: silenzio, respiro consapevole, armonia e tanta capacità di non difendersi davanti alla tensione.

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