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IL VALORE DEL TEMPO

Di FRANCESCO SCARPONI



Spesso mi trovo a pensare quanto il tempo incida sulla nostra vita e sui ritmi naturali. Tendenzialmente penso che più che altro la specie umana sia molto, troppo influenzata dal tempo che scorre :tutti ascoltiamo frequentemente storie per lo più lavorative di “corse contro il tempo”, “ritmi ormai insostenibili”, e così via.

Nella mia scelta lavorativa ho voluto invece creare una zona franca, una possibilità di vivere il tempo in maniera più consapevole e meno frenetica. Io amo dedicare almeno un'ora alle persone che chiedono il mio aiuto in studio. Questa ora deve essere assolutamente di presenza, mia certamente, e non solo fisica, ma anche e soprattutto di cuore.

Il contatto che viene stabilito tra un operatore della salute e una persona che necessita di cura ha bisogno di tempo, di lentezza e di armonia.

Mi capita di riscontrare molto spesso che già nel momento in cui la persona entra in studio, mette una barriera fisica tra sé e la frenesia del mondo esterno inizia il proprio processo di guarigione. Ovviamente poi c’ è la parte irrinunciabile della pratica riabilitativa, ma fermiamoci soloni attimo a riflettere sul valore del tempo anche in questo caso.

Tutti noi saremo d’accordo nel ritenere più efficace e meno traumatica una manovra di allungamento muscolare per esempio, eseguita in un tempo sufficientemente lungo. O parimenti un lavoro di recupero articolare che rispetti i tempi di rilasciamento dei tessuti corporei coinvolti. Ebbene, lasciare che il tempo faccia correttamente il suo lavoro è basilare.

Cerchiamo almeno nel momento di cura per noi di non essere travolti dalla rapidità, dalle ricette sempre più caratterizzate dalla velocità, dai programmi che risparmiano tempo, quello stesso tempo che poi siamo costretti a dedicare a un numero sempre maggiore di attività. Lasciamoci coinvolgere dall’ ascolto del nostro corpo, che richiede tempo per eseguire i propri processi fisiologici. Non lasciamo che i saggi proverbi al riguardo (“diamo tempo al tempo”, “il tempo è galantuomo”, e così via) restino inascoltati.

La vulgata diffusa è che il famigerato stress incida notevolmente sulle tensioni e sui dolori muscolari diffusi: quale migliore antidoto allora possiamo trovare se non quello di prenderci il nostro tempo, quello di dedicarci del tempo.

La natura, la biologia, che volenti o nolenti ci caratterizzano e ci pervadono completamente, hanno bisogno di tempo.

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