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IL LINGUAGGIO DEL SINTOMO

Di FRANCESCO SCARPONI



Uno degli argomenti che ho trovato fondamentale approfondire sia per la professione che soprattutto per la mia crescita personale è la comunicazione. Se pensiamo un attimo a tanti, o forse a quasi tutti, i conflitti piccoli o grandi che ci troviamo quotidianamente ad affrontare, essi sono il più delle volte causati da difetti, errori, carenza di comunicazione. La formazione che ho seguito riguarda la Comunicazione Non Violenta, CNV, una comunicazione basata quindi non semplicemente sull'evitare qualsiasi forma di violenza verbale,

ma soprattutto sulla creazione di una connessione di cuore con l’interlocutore, chiunque esso sia, a cui

fornire un reale, presente e consapevole ascolto. Questo preambolo mi è servito per dire che l’ascolto

effettivo e completo é indispensabile quando sia ha a che fare con chiunque, compreso il nostro corpo.

Esso è una macchina perfetta, dotata di infinite specialità, tra cui quella di comunicare: una forma

sofisticatissima di comunicazione avviene tra le infinite parti che lo compongono, avviene con l’esterno attraverso le vibrazioni e le frequenze, avviene tra esso e la nostra coscienza. In pratica, nel mento in cui avvertiamo un disagio fisico, non potrebbe essere più efficace evitare di affrontarlo come se fosse unicamente un difetto, una disfunzione, un errore di programmazione e iniziare invece ad ascoltarlo come se fosse un messaggio? Io sono fermamente convinto che se si riesce ad effettuare questo cambio di paradigma si possa diventare abili a codificare il tal dolore muscolare come una richiesta di fermarsi; il tale disagio emotivo come una richiesta di cambiare le proprie relazioni e così via. Ciò non vuol dire non sfruttare i benefici che il supporto dato dalla medicina può fornire, ma significa esercitare un profondo cambio di prospettiva, che ci permetta di vivere più consapevolmente e più armoniosamente con quello che il contenitore del nostro Io per tutta questa vita. Il mio suggerimento è quindi quello di cercare alla base di ogni sintomo quale siano le condizioni biologiche che è necessario cambiare per ritornare o cominciare una vita più sostenibile e consapevole, in una parola una vita più Bio-logica, logica per la vita. Il lavoro che non finisce mai, i continui scontri con il mondo esterno, la continua ricerca di qualcosa sempre esterno a noi che ci possa regalare chissà quale soddisfazione, solo per fare alcuni esempi, non sono comportamenti biologicamente sostenibili.

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